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Come implementare il CMDB?

Posted by itil-italia on April 28, 2008 at 11:28 AM

Il primo problema che si incontra nei progetti di implementazione del processo di Configuration management e': da dove iniziare? Tutta la documentazione ITIL (sia versione 2 che versione 3) ci da' un visione quasi utopica del CMDB e del processo di configuration management, fino a dire che supporta tutti gli altri processi e che ne e' alla base.

Basti vedere una parziale lista dei benefici potenziali (o attesi?) per rendersi conto della sua utilita' e pervasivita':

  • Disponibilita' di informazioni accurate sull'infrastruttura IT 
  •  Maggiore controllo sugli asset IT
  • Maggiore aderenza alle leggi (es. numero licenze software) 
  • Miglior supporto al processo di Incident Management, soprattutto nella valutazione dell'impatto degli incidenti. 
  • Miglior supporto al processo di Problem Management, in particolare nell'ausilio fornito nell'analisi della "root cause".  
  • Miglior supporto al processo di Change Management, nell'identificazione delle  baseline iniziali prima del cambiamento
  • Miglior supporto al processo di Release Management, nella definizione delle target CI
  • etc...

Puo' fare talmente tante cose che... non sappiamo dove e come iniziare a fargliele fare. Iniziare a catalogare tutti i CI, etichettarli, aggiornarli, sperando che i benefici si materializzino come d' incanto, non e' generalmente una buona idea.

Un utile metodo per iniziare a implementare un CMDB e' porsi la domanda in termini specifici: cosa vogliamo fargli fare? Vogliamo un maggiore controllo sugli asset IT o vogliamo un tool di supporto all'Incident Management? Quali sono gli utilizzi piu' importanti del CMDB per la nostra organizzazione (e per il management dell'organizzazione)?

E' utile a questo proposito organizzare dei workshop con gli utenti attesi del CMDB (a livello decisionale) che possano definire quali sono i loro problemi in modo da poter capire come puo' il CMDB aiutarli a risolverli. La soluzioni attese dal CMDB si formalizzano in Use Cases. Questi possono andare dal rendere disponibile agli operatori di Help Desk una vista dell'infrastruttura di rete in modo da poter rispondere alla (frequente) domanda: "i server sono raggiungibili?" fino al permettere ai manager di effettuare analisi di costo sull'infrastruttura per poter allocare i costi ai diversi clienti.

Questi Use Cases saranno il nostro punto di partenza nel definire il nostro CMDB attraverso un approccio Top-Down. Partendo dal risultato finale definiamo i dati ed il livello di dettaglio che devono essere presenti nel CMDB. Questo approccio ci permette anche di definire un approccio in fasi. Prima si approcciano e si implementano gli Use Cases che risolvono i problemi piu' dolorosi e via via con iterazioni successive si puo' procedere ad espandere il CMDB fino a risolvere anche altri problemi.

Il Configuration Management e' forse l'unico processo ITIL della parte Service Support (ragionando in termini di ITIL v2) i cui benefici non sono (quasi) gratuiti leggendo le ricette ITIL

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